giovedì 9 giugno 2016

Violenza sulle donne, solo i vigliacchi restano a guardare!

I recenti, terribili fatti di cronaca hanno dato modo ai giornali di ricominciare a parlare di "femminicidio" come se si trattasse di un' emergenza nazionale. Per fortuna, i numeri non parlano di situazione eccezionale, tale da richiedere drastici provvedimenti.
Ma il dato rimane importante e non trascurabile.
La spiegazione probabile del fenomeno? Al di là dei proclami, secondo noi, non va individuata in una mentalità misogina insita nel maschio, utile scappatoia per renderne ancora più incerti ruolo e responsabilità, ma nella profonda crisi di identità dell'Uomo come tale, caratterizzata dalla precarietà della propria individualità e dalla labilità dei legami con gli altri.
Chi fa male ad una donna non ha più nulla dell'uomo. Su questo non c'è dubbio.
Quello su cui bisognerebbe interrogarsi è se il continuo attacco operato contro i ruoli tradizionali, maschile e femminile nettamente definiti, abbia generato un'isteria collettiva che rende incapaci di affrontare la vita per ciò che di volta in volta richiede, anche di fronte ad inevitabili fallimenti.
Tornate ad essere Uomini: chi fa male ad una donna è un infame

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