martedì 31 maggio 2016

Almeno è tornato a casa. Finalmente.

E' l'unico dato rilevante di questa storia, di per sé tragicomica e avvilente, che ha visto il nostro Paese ridicolizzato sullo scenario internazionale a causa dell'incapacità dei governi che si sono succeduti in questi 4, per i due marò, lunghissimi anni. 
Ci sono voluti, infatti, anche più di quattro anni per ottenere una cosa semplicissima che poteva e si doveva ottenere fin da subito: i due fucilieri di Marina in Italia ed un arbitrato ed un giudizio internazionali sulla vicenda trattandosi, come era evidente fin dall'inizio, di un caso da corte internazionale.
In questo lasso di tempo in Italia si sono succeduti tre governi, tre presidenti del consiglio, tre ministri degli esteri, tutti accomunati dalla totale incapacità di risolvere una questione a dir poco imbarazzante. Tutti legati a doppio filo all'intreccio che si trovava dietro la vicenda Girone/Latorre.
Una vicenda di appalti miliardari, di carriere nello stato maggiore, con risvolti bizzarri e poco credibili riguardanti agenti segreti e beghe di ministero.
Qui non si tratta di disputa fra innocentisti e colpevolisti, il processo giudiziario in questa vicenda è del tutto secondario, sebbene anche sulla presunta colpevolezza ci sia davvero molto da dire. Si tratta di quella strana cosa chiamata "Onor di Patria". Ma l'onore, questo Paese, non sa più nemmeno cosa sia.
Ormai è chiaro e risaputo che la vicenda dei marò era legata ad un enorme appalto concesso dal governo indiano a Finmeccanica e ad interessi forse non proprio pubblici della Farnesina in India.
Quando nel gennaio 2013 i due militari erano in Italia, dopo aver trascorso il Natale in famiglia, il primo ministro di allora, Mario Monti, disse che vi sarebbero rimasti, ma, poco dopo, voilà erano in India; cosa, come e perché convinsero Monti al dietrofront non è dato saperlo o meglio lo si sa, ma non lo si dice chiaramente.
In questi giorni, da più parti si afferma che l'India abbia ritirato una commessa da 300milioni di euro a Finmeccanica a causa del rimpatrio di Girone. La vicenda vede dunque i due fucilieri come vittime sacrificali di poste ben più "ricche", e si tratta di giochi che hanno visto il governo italiano complice di questa vergogna.
A questo punto ci auguriamo che Girone e Latorre vuotino il sacco e che chi ha avuto responsabilità paghi, facciamo i nomi, nell'ordine: i presidenti del Consiglio dei Ministri, Monti, Letta e Renzi; i ministri degli esteri Terzi, Bonino e Gentiloni; i ministri della difesa Di Paola, Mauro e Pinotti, i vari sottosegretari e tutti i faccendieri che con questa vicenda hanno avuto a che fare…
Ma almeno Girone è tornato a casa.

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