lunedì 22 febbraio 2016

POLITICI E BANCHIERI LADRI DI SPERANZA

Mentre il Governo Renzi festeggia gli scarsi risultati del PIL italiano (+0,6% nel 2015, nulla rispetto alle previsioni strombazzate fino a settembre), le borse europee e mondiali sono avvolte dalle nubi di una nuova, ennesima crisi.
Le proteste degli agricoltori in una Grecia nuovamente in recessione, dopo anni di pesante austerità, confermano il dato di una situazione da anni impantanata a causa di ricette fallimentari che producono deflazione salariale, miseria e disoccupazione in tutta Europa.
Ma a Bruxelles si pensa solo a salvare l’Euro, un esperimento di unità monetaria fallimentare sotto tutti i punti di vista, sul cui altare si stanno sacrificando da anni il lavoro, la salute e la vita di milioni di persone.
CHE FARE?
- E’ ora che l’Italia e tutti i Paesi europei, prostrati da una crisi irrisolvibile perché strutturale, recuperino la propria sovranità monetaria, uscendo dalla zona Euro e tornando a promuovere, innanzitutto, quelle politiche anti-cicliche che dal sistema europeo sono impedite per ragioni ideologiche.
- Serve tornare a sostenere il reddito delle classi medio-basse e promuovere l’occupazione italiana, invece di importare masse di lavoratori a basso costo, causa di un'inaccettabile contrazione salariale e di un conseguente calo di domanda, come avviene oggi con l’invasione immigratoria.
- Preferenza nazionale per i lavoratori e per le imprese, sostegno economico alla natalità, blocco dell’immigrazione e fuoriuscita dai vincoli monetaristi di Maastricht sono i punti essenziali per uscire dalla crisi che uccide da anni le speranze di tutti.

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