lunedì 3 giugno 2013

IL PACIFISMO è OPPOSTO AL CRISTIANESIMO !

La pace lascio a voi, la pace mia do a voi; ve la do non in quel modo che la dà il mondo. Non siturbi il cuor vostro, né s’impaurisca. [Giovanni 14,27]

«Non in quel modo che la dà il mondo».

Pacifismo e Cattolicesimo risultano contrapposti, proprioperché mentre pel primo la pace è l’assoluto da rispettare e perseguire,rispetto al quale devono adattarsi la «verità», la «realtà» et cetera, pelSecondo la Verità è l’assoluto da rispettare e la pace terrena può esisteresolo se subordinatale.

«Non si turbi ilcuor vostro, né s’impaurisca». Non lo turbino la guerra, le sofferenze,le avversità, i mali terreni. Non tema: la vera Pace sarà la ricompensa.


Purtroppo, da un po,acausa di certa falsa Chiesa buonista si è andata confondendo la Pace diCristo colla pace terrena, e da tale confusione è nato uno pseudocristianesimobuonista, sentimentalista, costretto ad essere succube, vittima obbligata a nondifendersi, mai è autorizzato a reagire, ad alimentare un conflitto collapropria partecipazione attiva.
In tale contortavisione, il termine «cristiano» è diventato sinonimo di «pacifista».Il sommo impegno del cristiano, il suo obiettivo, ora, è la «pace», il«rispetto del prossimo», e tutto ciò altro non è se non una visione deformatadella vera Carità cristiana.

Alcuni esempi storicipotranno aiutarci ad introdurre il discorso circa la differenza tra ’lpacifismo e la Dottrina Cattolica:

PonteMilvio.
Costantino vinse contro Massenzio, seguendo quanto insegnatogli invisione da Cristo —ossia combattere sotto il segno del Chi-rho—. Dopo questavittoria il monogramma di Cristo fu impresso sugli stendardi di tuttigl’imperatori romani e bizantini, ed apparve sulle monete coniate da Costantinonel periodo 322-333.

TerraSanta.
      Le Crociate sono state ben«etichettate» come «pellegrinaggi armati». La motivazione per cui spessonon si riesce a capirle è perché oggi non si sente piú la Fede come bene datutelare. All’epoca, i luoghi santi erano stati occupati dagl’infedeli ed icristiani che vivevano o giungevano in quei posti erano in pericolo. Inoltre, imaomettani avevano dimostrato le loro intenzioni di conquista, invadendo edassoggettando vasti territori cristiani.
      Senza perderci in lungo disquisire,facciamo parlare San Francesco,riportando la nota testimonianza di Frate Illuminato, che lo accompagnò durantela V crociata… «iI Sultano sottopose a Francesco un’altra questione: “II vostroSignore insegna nei Vangeli che voi non dovete rendere male per male, e nondovete rifiutare neppure il mantello a chi vuoi togliervi la tonaca: quanto piùvoi cristiani non dovreste invadere le nostre terre!”. Rispose il beatoFrancesco: “Mi sembra che voi non abbiate letto tutto il Vangelo. Altrove,infatti, è detto: ‘Se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo egettalo lontano da te’. E, con questo, Gesú ha voluto insegnarci che, se ancheun uomo ci fosse amico o parente, o perfino fosse a noi caro come la pupilladell’occhio, dovremmo essere disposti ad allontanarlo, a sradicarlo da noi, setentasse di allontanarci dalla Fede e dall’amore del nostro Dio. Proprio perquesto, i cristiani agiscono secondo giustizia quando invadono le vostre terree vi combattono, perché voi bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate adallontanare dalla Religione quanti uomini potete. Se invece voi volesteconoscere, confessare e adorare il Creatore e Redentore del mondo, viamerebbero come sé stessi!».

Francia.
1429. Gl’inglesi furonosconfitti. Una giovane analfabeta, sostenuta unicamente dal Signore —che invocòper tutta la vita, anche in punto di morte— e dai Suoi Santi, liberò laFrancia. La liberò dall’invasore, ma soprattutto dal pericolo d’essereinfettata dall’eresia protestante.
La santità di Giovanna d’Arco fu proclamata nel 1920, daPapa Benedetto XV.

Belgrado.
XV secolo. San Giovanni da Capestrano, sempre fervido nelle battaglie—ch’affrontava colla sua bandiera o colla famosa croce—, per undici giorni edundici notti, senza sosta, combatté i maomettani. I cristiani vinsero. Tuttal’Europa, all’epoca, unita a Sua Santità Callisto III, aveva pregato affinchéciò avvenisse. Perentorio l’avviso che il Santo rivolse, in battaglia, aiturchi: «Annunziate al vostro Gran Cane [il Sultano]che se nondesiste dai suoi scellerati propositi, fra breve la mano del Signore sarà su dilui». Non vollero ascoltare; persero. Dio diede al Santo ciò che gliaveva promesso.

Lepanto.
XVI secolo. La Lega Santa—coalizione promossa da Papa Pio V—,sotto le sole insegne del Crocifisso tra i Santi Pietro e Paolo (sormontati dalmotto In Hoc Signo Vinces, riferimento inequivocabile allavittoria costantiniana) e della Madonna (colla scritta S. Maria succurremiseris), sconfigge in maniera schiacciante gli ottomani. Allecannonate i cristiani risponderono anche —e diciamo, anzi, soprattutto— coninvocazioni a Cristo ed a Maria. Garanzia inequivocabile che vi fu interventosovrannaturale, il fatto (storicamente documentato) che il Santo Padre, ilgiorno stesso della battaglia, verso le cinque di sera, annunciò: «Andiamoa ringraziare Dio: la nostra armata è uscita vittoriosa». Solo ventitrégiorni dopo la notizia giunse a Roma. Per ringraziare la Madonna, lo stessoPontefice istituí la festa di SantaMaria della Vittoria (poi del SS. Rosario).

Vienna.
Verso la fine del XVII secolo, iturchi erano alle porte di Vienna. PapaInnocenzo XI, avvertita la necessità di dover riorganizzare le forzecristiane per opporsi all’imponente armata ottomana, incarica Marco d’Aviano —all’epoca famoso intutt’Europa, compreso nelle corti, a motivo delle proprie virtú e delparticolare carisma di predicatore— d’industriarsi a tal fine. In piú fasi, gliottomani furono prima allontanati dalla città austriaca, poi cacciati dalcontinente. San Pio X avviò ilprocesso di beatificazione pel d’Aviano.

Guerra diVandea; Messico.
Pieni di Fede e devozione,forgiati dalla predicazione di San LuigiMaria Grignion de Montfort, i vandeani reagirono alle infami azioni delpotere rivoluzionario, proteggendo i Sacerdoti perseguitati ed offrendo lapropria vita. Furono operate le peggiori crudeltà nei confronti di questopopolo e della loro terra, in quanto evidentemente la mirabile dignità el’eroismo che i vandeani opposero al loro vomitevole potere, che non accettarono di riconoscere —restandosempre fedeli a Dio Re—, scatenò il delirio. 
Similmente, all’inizio del XXsecolo, si vide il popolo messicano reagire alla violentissima persecuzione cheil governo Calles, acceso d’anticlericalismo, attuò nei confronti delCattolicesimo. Alle uccisioni, ai divieti, alle crudeltà d’ogni genere, icattolici resistettero fino al martirio.
Pio XI sottolinea l’affinità tra i due citati fatti storici;nell’enciclica Iniquis Afflictisque leggiamo: «Nel mese scorso, in occasione della beatificazione deimolti Martiri della rivoluzione francese, il Nostro pensiero volavaspontaneamente ai cattolici messicani, che, come quelli, si mantengono ferminel proposito di resistere pazientemente all’arbitrio e alla prepotenza altrui,pur di non separarsi dall’unità della Chiesa e dall’Ubbidienza alla SedeApostolica. Oh, veramente illustre gloria della divina Sposa di Cristo, chesempre nel corso dei secoli poté contare su una prole nobile e generosa, prontaper la santa libertà della fede alla lotta, ai patimenti, alla morte!».
Sotto l’infernale governomassonico, in Messico, bastava una Confessione per essere fucilati, ed icattolici vollero ardentemente guadagnare questo premio.

      In ultimo, una dovuta menzione va all’Esercitopontificio ed ai noti e cari Zuavi. Ricordiamo a mo’ d’emblema laFede ed il coraggio che opposero alla viltà degli uomini che attaccavano laSede di Pietro —sotto il comando di quei vergognosi che ancora oggi si osannanonella nostra triste Patria— durante quell’unità che fecesi non solo pellericchezze delle Due Sicilie, non solo pelle ambizioni temporali, bensísoprattutto in odio alla Sposa di Cristo.
Pio IX invocò su questi militila benedizione del Signore: «Che Iddiobenedica i miei figli fedeli!». 

Abbiamo passato in rassegna, il piú sinteticamentepossibile, i piú noti fatti storici che interessano la nostra questione.
Il motivo di questeazioni fu sempre uno: difendere la Chiesa, difendere il Cattolicesimo,difendere ciò che il Signore ci aveva lasciato affinché noi potessimoconseguire la sua Pace, rimanere in tutto ciò.

Cos’è, dunque, la Pace cristiana? È certamente lasconfitta del peccato, ossia di ciò che ha introdotto la confusione, lamancanza di quiete, nella nostra anima. È certamente il recupero di quellaGrazia che abbiamo perduta. È la beatitudine. È questo che ci dà ilSignore: la Redenzione, la Vittoria.
Per ottenere la Pace cristiana, quindi, bisogna passareanche pella battaglia, interiore ed esteriore. In questo modo sono spiegateanche le parole del Cristo: «E chiunque mi rinnegherà dinanzi agli uomini,lo rinnegherò anch’Io dinanzi al Padre mio ch’è ne’ Cieli. Non pensate ch’Iosia venuto a metter pace sopra la Terra: non son venuto a metter pace, maguerra. Imperocché son venuto a dividere il figlio dal padre, e la figliadalla madre, e la nuora dalla suocera. E nemici dell’uomo i propri domestici.» [Mt 10,33-36]. Perché «nemicidell’uomo i propri domestici»? Perché conflitto finanche coi nostrifamiliari? Perché il nostro assoluto è Cristo, «Via, Verità e Vita». Perché,per compiere il nostro dovere di seguirlo, rispettarlo, raggiungerlo, dobbiamocombattere ed essere pronti a sacrificare ogni altra cosa.
Pio XI ricorda che i cattolici messicani «si manten[nero] fermi nel proposito diresistere pazientemente all’arbitrio e alla prepotenza altrui, pur di nonsepararsi dall’unità della Chiesa e dall’Ubbidienza alla Sede Apostolica».Mantenersi nell’unità del Corpo Mistico. «Chi ama suo padre o sua madre piúdi Me, non è degno di Me; e chi ama il figlio o la figlia piú di Me, non èdegno di Me.» [Matteo X,37]. Non c’è amore né rispetto né pace che sia piúimportante di Cristo.

Combattimento interiore, combattimento sociale: ciò regnanella vita del cristiano, in quanto Cristo è Re non solo nel privato, bensísoprattutto nella società, nel consorzio umano. Combattimento sociale in quantoil fine della società è quello di favorire il raggiungimento della beatitudine—detto fine ultimo—, assicurando ai propri appartenenti quei beni —dettianche fini prossimi—  necessari,utili o convenienti a tale scopo. È dovere del cristiano, dunque,combattere affinché la società rimanga sana. Una società che non assolve ilproprio compito non ha motivo d’essere.
In ultima analisi è vero atto di Carità —nei confrontipropri ed in quelli prossimi—, nel caso se ne presenti la necessità,combattere.

Dunque, il pacifismoè coerente col Cattolicesimo? Rispondiamo: no.
La pace tra i popolipuò aversi solo se v’è concordanza sulla Verità, se Questa è rispettata datutte le parti. A tal proposito è chiarissimo San Paolo, quando, parlando aiGentili convertiti, dice: «Ma adesso in Cristo Gesú voi, che eravate unavolta lontani, siete diventati vicini mercede del sangue di Cristo. ImperocchéEgliè la nostra pace […]. E venne ad evangelizzare la pace a voi, cheeravate lontani, e pace a’ vicini: conciossiaché per Lui abbiamo e gli uni egli altri accesso al Padre mediante un medesimo Spirito.» [Ef 2,12-18]. Èvero che non è l’argomento principale di tale discorrere, ma è evidente anchecome il Santo evidenzi il fatto che l’unionedelle genti si fonda su Cristo, e non può fondarsi su altro. Affinchénon vi sia dubbio, citiamo anche lo stesso Nostro Signore quando invia gli«operai della messe»: «Andate: eccoche io mando voi come agnelli tra lupi. […] Ma in qualunque città che,entrati essendo, non vi ricevano, andate nelle piazze e dite: “Abbiamo scossocontro di voi sin la polvere, che ci si era attaccata della vostrà citta: contutto questo sappiate che il regno di Dio è vicino”.» [Lc X,3-11].

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