mercoledì 20 marzo 2013

RIPARTIRE DALLA SARDEGNA?


La regione Sardegna ha appena annunciato, per bocca del governatore Cappellacci, la volontà di creare sul proprio territorio una zona franca, in ciò autorizzata dal proprio statuto speciale, con esenzioni di imposte indirette (iva) e notevoli abbassamenti di altri tributi, tra cui quelli che gravano sul carburante che vedrebbe così il suo prezzo di vendita nell’isola abbassarsi notevolmente.I media tacciono, il governo italiano pure, l’Europa arriccia il naso perché teme che si creino al suo interno “paradisi fiscali”; anche qui però l’ipocrisia la fa da padrona.
Quando, recentemente, l’Unione Europea propose di uniformare le regole tributarie, la Gran Bretagna rispose picche; e, dal suo punto di vista, a giusta ragione; Londra vive, da secoli, di pirateria: da quella marittima a quella finanziaria ed un regolamento che appiattisse le norme tributarie l’avrebbe danneggiata. Tutti i principali stati europei hanno però i loro boudoir per i rispettivi affarucci da fare sottobanco: Montecarlo, Lussemburgo, Liechtenstein, le isole del canale, le isole Vergini inglesi costituiscono per Francia, Germania e Gran Bretagna scappatoie da sempre tollerate dai rispettivi governi; la stessa Inghilterra non tassa le operazioni “estero su estero”, favorendo così l’afflusso di capitali stranieri nelle proprie banche; senza contare Cipro e Malta, veri e propri stati offshore.
In questo modo capitali sottoposti ad una bassissima tassazione, se non nulla, affluiscono e fanno prosperare le economie locali; se poi questi paesi hanno pure una vocazione turistica il vantaggio raddoppia.
Oggi è la Sardegna – sfavorita economicamente dalla sua distanza dal continente - a reclamare uno status di oasi fiscale che favorisca l’afflusso di investimenti e di capitali. E anche gl’investitori italiani, invece di delocalizzare in Serbia, Svizzera o Slovenia, potranno rimanere sul nostro territorio e dare lavoro ai nostri, favoriti da una fiscalità più umana e, attraverso l’afflusso di capitali, da maggiori possibilità di credito.
Se il prossimo governo italiano sarà intelligente – cioè attento ai nostri interessi, tenendo bene a mente che la litania “ce lo chiede l’Europa” sta ingrassando i tedeschi a spese nostre – appoggerà con forza questa iniziativa, capace di creare un’area privilegiata di sviluppo economico che potrà portare beneficio a tutta la nazione; ed è questa la cosa che conta.

Fonte: Pagina ufficiale di Forza Nuova sù Facebook

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