domenica 11 novembre 2012

SECONDO SCIENZA NON ESISTE "NATURA OMOSESSUALE"


"La questione omosessuale è decisamente controversa. Sia dal punto di vista clinico che da quello sperimentale, infatti, c’è ben poco da discutere. Non per questo, tuttavia, la discussione non comincia nemmeno. Evidenze cliniche o sperimentali vengono rifiutate a priori e non hanno nemmeno la possibilità di essere messe al vaglio del giudizio umano. Ci sono persone che credono nell’esistenza del mostro di Lockness, altre credono che Elvis Presley sia stato rapito dagli alieni. Ma sono molte, molte di più quelle che credono che esista una “natura”, uno “stato”, una “condizione”, una “essenza”, un “modo di essere” omosessuale. Non esiste nemmeno il minimo indizio che tale “natura” esista. Possiamo vedere atti omosessuali, possiamo sperimentare pulsioni omosessuali; ma questo ci dice solamente che esistono atti e pulsioni omosessuali. Nessuno è in grado di mostrare o dimostrare l’esistenza di una “natura” omosessuale. Eppure molte persone sono convinte che questa “natura” esista davvero. A sostegno del postulato sull’esistenza di una “natura omosessuale” vengono proposti diversi argomenti:
Si nasce cosi.
La ricerca scientifica non ha ancora individuato (nonostante le numerosissime ricerche e i moltissimi soldi per esse stanziate) né un “gene gay”, né un “cervello gay”, né un “ormone gay”. In sostanza: l’omosessualità non è legata a nulla di biologico né di prenatale. La psicologia clinica, invece, ha fornito numerosi casi clinici e solidi modelli per interpretare questo modello contrario alla Normalita' e per questo da assicurare a trattamenti psicologici DEL TIPO troppa attenzione con il genitor del proprio sesso,sensazioni dinadeguatezza,mancanza di sane relazioni umane con l'atro sesso etc....

L’omosessualità è sempre esistita.
Sebbene la sodomia sia sempre esistita ( con diversi significati a seconda della cultura e del tempo), l’omosessualità come condizione stabile, esclusiva, paritaria, e soprattutto che costituisce una identità sociale, risale all’Ottocento.

Anche gli animali lo fanno.
A parte il fatto che ciò che fanno gli animali non sempre è “naturale” per l’uomo ( si pensi all’unione sessuale della mantide religiosa…) , comportamenti (che non indicano necessariamente un orientamento) omosessuali sono stati osservati in pochissimi esemplari (nell’ordine dello 0,1% delle specie animali conosciute) in situazioni molto particolari ( ad esempio la cattività forzata, o il sovraffollamento, o la mancanza di esemplari femmine).

Non c’è alcuna differenza, dal punto di vista clinico, tra persone con tendenze omosessuali ed eterosessuali.
A parte il fatto che la ricerca indica altro ( una maggiore incidenza di abuso di sostanze, alcool, tabacco, uso di psicofarmaci, di ricoveri psichiatrici eccetera tra gli omosessuali), sono le stesse associazioni omosessualiste a dire che i loro militanti hanno tendenze suicidarie, soffrono di pensieri paranoici, ansia, sentimenti di inferiorità.

I manuali diagnostici non considerano più l’omosessualità come un disturbo.
A parte il fatto che i manuali diagnostici sono fatti da persone in carne ed ossa, e non sono il Verbo Divino, è importante ricordare che la derubricazione dell’omosessualità dai manuali diagnostici avvenne per votazione. Purtroppo la scienza segue un metodo diverso da quello democratico, per il quale la verità è quella che piace alla maggioranza.

Se, dunque, non esiste una “natura” omosessuale, tutto il castello di richieste politiche e legislative avanzate dai militanti omosessualisti perdono ogni fondamento.

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